La storia più antica di Saletto (il cui nome deriva forse dal latino
“salicetus”, luogo ricco di salici), che risale certamente all’età
romana, è legata all’Adige e alla via Annia. E’ noto che l’Adige, o almeno uno dei suoi rami principali, fino al 598 d.C. correva da Albaredo per Cologna, Montagnana, Saletto, Este, ecc. lungo la fascia delle “luppie”. In questo tratto la via Annia, una delle più grandi strade consolari romane che portava da Modena per Padova ad Aquileia, correva parallela al fiume e aveva probabilmente, all’altezza di S. Silvestro, una stazione per il cambio dei cavalli.
S. Silvestro infatti, il nucleo più antico di Saletto, e gli stessi muri dell’antica chiesetta sono in parte costituiti da materiale romano. Fra le numerose lapidi e testimonianze romane rinvenute a Saletto, particolare rilievo merita quella rinvenuta nel 1907 che si riferisce ai lavori di arginatura eseguiti dai coloni romani insediati nella zona dopo la battaglia di Anzio (31 a.C.) che dice “La squadra comandata da Quinto Annunzio Sura, che ha come amministratori lo stesso Annunzio e Caio Sabello e come depositario della cauzione Tito Ario, composta da 98 uomini, ha costruito per ciascun uomo 43 piedi (m 12,74) di argine, e complessivamente piedi 4213 (m 1249,30)”.
Nel medioevo Saletto segue le vicende di tutto il Montagnanese e viene più volte saccheggiata (nel 1312 e 1313 da Cangrande Della Scala) nonostante fosse difesa da un castello appartenente alla potente famiglia padovana dei Capodivacca.
Quando nel 1405 passa sotto il dominio veneziano, il paese subisce una serie di profonde trasformazioni: il nucleo principale si trasferisce progressivamente da S. Silvestro al centro attuale, lungo l’asse della strada alla quale la forza della Repubblica garantisce sicurezza ed efficienza.
Il nuovo centro di Saletto nasce attorno ad un ospizio per viandanti, mezzo albergo e mezzo ospedale, il cui oratorio, dedicato a S. Lorenzo, nel 1490, diventa chiesa parrocchiale soppiantando S. Silvestro. Nel 1490 il Comune di Saletto, come quello di Megliadino S. Fidenzio e S.Vitale, si fonde con Montagnana entrando così a far parte della Magnifica Comunità.
Nel XVI secolo conosce un momento di splendore prima dell’insediamento di potenti famiglie veneziane e poi per l‘arrivo del cardinale Francesco Pisani (nel 1495) allontanato da Bisanzio ad opera dei Turchi, che resta a Saletto per oltre 50 anni, animandola e sviluppandola con innumerevoli iniziative.
Il Comune si compone del centro di Saletto e della frazioni dei Dossi.
