Il nome di Megliadino ha una derivazione incerta.
La radice del nome certamente è di origine romana, infatti potrebbe essere una derivazione originata dalla famiglia Atestina, denominata Melia, oppure originata dalla vicinanza alla via Emilia, oppure più facilmente da un cereale prodotto e simile al frumento: il Miglio, latinamente Millium o Melia in volgare rustico. Come molti altri paesi della zona esso nacque in epoca romana, anche se vi sono delle tracce del popolo dei Veniti, grazie alla famosa X Legione che si stabilì in queste zone donategli per l’onore in battaglia.

Le attività principali erano la pesca e l’agricoltura, in quanto questa zona era una palude con fitti boschi. In pieno periodo Longobardo, attorno al secolo 620-650, su influenza di Ravenna fu edificata la chiesa dedicata a Santa Maria Icona o del Conesio, oggi Anconese (Iconia, del Conesio, del Carnese, Cavoese), che assieme a quelle di Ponso e Saletto forma la triade delle chiese antichissime della Scodosia, che avevano influenza su tutto il territorio della Scodosia ed oltre.
Quando furono costruite le chiese di San Vitale e di San Tommaso, la chiesa dell’Anconese perse d’importanza e fu trasformata in convento per le monache dell’ordine Benedettino di San Stefano di Padova, fino al 1428 quando fu dismesso.

Come gli altri Comuni della zona, anche San Vitale ebbe le sorti tracciate dalla “Scodosia” (termine Longobardo per indicare un’area amministrativa governata da un Gastaldo) che faceva parte del Comitato Monselicano (termine Longobardo per indicare un’area amministrativa governata da un Duca). Nel 966 passò sotto i Marchesi di Toscana e più precisamente di Ugo o Ugone, dopo di lui sotto la Casa degli Estensi Marchesi, successivamente agli eredi di Azzone.

Nel 1077 Alberto Azzone II di Este ottenne il possesso della Scodosia direttamente dall’imperatore Arrigo di Germania. Azzone II nominò un ramo della sua casa al possesso di queste terre ed in particolare, per il territorio di San Vitale, a Ugone II del Manso, il quale era il condottiero della contessa Matilde e delle truppe Guelfe. Il figlio di Ugo marchese del Manso, Tancredi, ebbe stabile dimora nel territorio di San Vitale dove vi nacque suo figlio Manfredo e vi dimorò sino alla fine della casata.

Nel 1100-1250 il Comune di San Vitale venne a costituirsi autonomo amministrativamente, con un proprio Sindaco a capo degli abitanti, il decano o primo Ufficiale, i Massari che amministravano i beni, i Meringhi o Giudici, il Cattavero o Cassiere ed il Saltuario o guardaboschi. Questo modo di regolarsi durò anche sotto Ezzelino, che occupando Padova nel 1237 intendeva farsi signore di Montagnana e del suo territorio.
Nel 1238 Ezzelino bruciò tutto il territorio limitrofo al Castello di Montagnana per sfogare la sua rabbia per non averlo conquistato.

Nel 1242 Ezzelino tornò per vendicarsi di Montagnana e nella battaglia costrinse i difensori a riparare ad Este nella notte del 25 marzo 1242.
Nel 1260 il territorio passò definitivamente sotto il controllo di Padova e della famiglia dei Carraresi. Nel 1386 il territorio fu conteso in nuove battaglie e scorrerie da parte delle truppe di d'Anton della Scala e dei Padovani, e successivamente tra Visconti e le truppe dei Carraresi. Il benessere e la pace, queste terre, lo trovarono sotto le insegne della Serenissima in poi.